Diastasi addominale: come riconoscerla e cosa fare per la tua pancia post parto

Diastasi addominale: come riconoscerla e cosa fare per la tua pancia post parto

Ti guardi allo specchio e la pancia sembra ancora gonfia, anche se sono passati mesi dal parto? Spesso non è solo una questione di peso, ma il segnale che i tuoi muscoli addominali hanno bisogno di un aiuto specifico per tornare a sostenerci.

Oltre l'estetica: capire la separazione muscolare

La diastasi addominale consiste nell'allontanamento eccessivo dei due muscoli retti dell'addome, quelli che formano la classica parete frontale della pancia. Durante la gravidanza, i tessuti si tendono per fare spazio al bambino, ma a volte la fascia connettiva che li unisce non recupera la sua elasticità naturale dopo la nascita.

Non si tratta solo di una pancia che non torna piatta, ma di una questione di salute funzionale che coinvolge tutto il tronco. Quando i muscoli non lavorano in sinergia, la schiena finisce per sopportare tutto il carico, portando a dolori lombari cronici e problemi posturali che rendono faticosa anche la gestione quotidiana del neonato.

Molte donne sperimentano anche una sensazione di instabilità nel bacino o piccoli problemi di incontinenza. Questi sintomi indicano che il core non riesce più a contenere correttamente gli organi interni, creando quella tipica forma a 'pinna' che compare sulla linea mediana della pancia quando facciamo uno sforzo.

Come fare l'autovalutazione a casa

Per capire se hai una diastasi, puoi eseguire un semplice test sdraiandoti sulla schiena con le ginocchia flesse e i piedi a terra. Solleva leggermente la testa come per fare un piccolo addominale e premi delicatamente con le dita sopra e sotto l'ombelico sulla linea centrale.

Se senti una rientranza profonda dove le dita affondano e lo spazio tra i muscoli è superiore a due o tre dita, potresti avere una diastasi. È un primo passo fondamentale per prendere consapevolezza del proprio corpo e decidere se consultare uno specialista per un'ecografia di conferma.

Cosa evitare per non peggiorare la situazione

L'errore più comune che molte neo-mamme commettono è lanciarsi in sessioni intensive di addominali classici per 'buttare giù la pancia'. Crunch, sit-up e plank tradizionali sono spesso controproducenti perché aumentano la pressione intra-addominale, spingendo i muscoli ancora più verso l'esterno.

Questi movimenti forzano la linea alba già indebolita, rischiando di aumentare il divario anziché ridurlo. Prima di riprendere l'attività fisica intensa, è essenziale concentrarsi sul benessere post gravidanza attraverso movimenti che rispettino la fisiologia del corpo dopo il parto.

Anche i carichi pesanti vanno gestiti con cura, inclusi i passeggini ingombranti o il sollevamento del bambino in posizioni scorrette. Ogni volta che sollevi un peso, cerca di espirare e attivare il core profondo per proteggere la zona addominale dalla pressione eccessiva.

Esercizi sicuri e abitudini che aiutano il recupero

Il recupero della diastasi passa attraverso la rieducazione del trasverso dell'addome, il nostro muscolo stabilizzatore più profondo. Lavorare sulla respirazione diaframmatica è il primo passo per rinforzare le pareti addominali senza stressare le strutture già fragili.

Gli esercizi ipopressivi sono particolarmente indicati perché permettono di tonificare la fascia addominale e il pavimento pelvico riducendo la pressione interna. Si tratta di tecniche che sfruttano la postura e il vuoto addominale per richiamare i visceri verso l'alto e 'richiudere' i muscoli dall'interno.

Integrare la ginnastica dolce con esercizi per il pavimento pelvico aiuta a stabilizzare l'intero bacino, migliorando la postura e riducendo il mal di schiena. Ricorda che la costanza premia più dell'intensità: bastano dieci minuti al giorno di movimenti controllati per vedere i primi cambiamenti reali.


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